Sergio Gandi in primo piano

In un momento in cui si parla di “noi” e “loro”, di “casta” e di “popolo”, le città sono i luoghi della politica concreta (e dell’amministrare quotidiano) in grado di tenerci collegati alla realtà. Sono il fulcro della vita di tutti noi e dell’intero Paese. È con questa visione che abbiamo scommesso sul fatto che Bergamo potesse diventare un modello da cui ripartire. Abbiamo trovato una città in attesa e l’abbiamo scossa dandole nuove prospettive, nuovi obiettivi. Abbiamo messo al primo posto la qualità urbana. L’abbiamo resa attrattiva per cittadini e visitatori e più attenta alle fragilità. Abbiamo ascoltato le persone, preso decisioni, investito sulle tante ricchezze di Bergamo. Nell’epoca delle città, abbiamo dimostrato che si può guardare al futuro con ottimismo. Per questo sappiamo che c’è ancora tanto da fare e non vediamo l’ora di proseguire rimboccandoci le maniche.

La mia città è...bella

Bergamo è storia, arte, cultura. È Città Alta e i Colli che l’abbracciano, è l’eleganza del centro piacentiniano, il patrimonio di occasioni culturali per tutti.

Sergio Gandi si fa un selfie con la famiglia sulle mura di Bergamo.
Sergio Gandi di fronte a un murales a Bergamo.

La mia città sarà...rinnovata

Oltre a portare a termine i progetti già avviati (ex Ote, Montelungo, stadio, Mangimi Moretti), continueremo a pensare alla Bergamo del domani con nuove sfide e la stessa visione, da Porta Sud alle periferie.

La mia città è...dinamica

Bergamo è un movimento costante di idee e opportunità. Ha e offre ricchezza, stimola e promuove il nuovo. Bergamo sta cambiando pelle e lo sta facendo con l’ottimismo di chi ha deciso di fidarsi del futuro.

Sergio Gandi parla con delle persone a una manifestazione.
Sergio Gandi guarda la moltitudine di persone a una manifestazione.

La mia città sarà...attiva

Bergamo sta continuando a crescere, sia nei numeri che nelle potenzialità. Sarà fondamentale rafforzarne l’attrattività garantendo la miglior accessibilità possibile a chi viene da fuori e valorizzando ulteriormente i soggetti attivi della città, come i commercianti.

La mia città è...aperta

Bergamo accoglie persone, culture, idee. Ha il cuore per farlo e chiede in cambio soltanto il rispetto delle persone e delle regole. Perché il futuro nasce dal dialogo fra le diversità.

Sergio Gandi parla con il Don e con di ragazzi in oratorio.
Sergio Gandi parla con il Don e con di ragazzi in oratorio.

La mia città sarà...ottimista

Per noi prima vengono le persone, indipendentemente dalla loro razza, orientamento religioso o sessuale. Integrare culture lontane nella nostra società sarà uno stimolo e un dovere, così come valorizzare il ruolo attivo e la partecipazione alla vita della città degli over 65, che rappresentano oggi il 25% della popolazione. Per pensare al futuro bisogna guardare al presente.

La mia città è...sicura

Bergamo è un luogo dove vivere, incontrarsi, lavorare. Una città dove gli abusi si contrastano con decisione, dove continuano a prevalere i nostri valori, dove il dialogo tra gruppi sociali è vivo e forte, così come l’impegno ad aiutare chi è in difficoltà.

Sergio Gandi cammina tenendo la mano al figlio alla Stazione dei Treni di Bergamo.
Sergio Gandi cammina tenendo la mano al figlio al parco della Malpensata.

La mia città sarà...vicina alle persone

Sicurezza significa anche presenza. Tanto è già stato fatto, ma negli anni a venire miglioreremo con Unità mobili di prossimità e prevenzione, con pattuglie a piedi nei quartieri, con nuovi strumenti tecnologici e gruppi di controllo di vicinato in tutta la città.